Il contadino delle stelle è un immagine poetica, tra sogno e realtà.
Il sogno di chi ama la terra, di recuperare e far vivere ancora un mondo più a misura d'uomo ed in armonia con la natura e la realtà
dura ma meravigliosa di un lavoro che non era un lavoro ma un modo di essere.
Questo blog nasce per raccontarvi un po' le peripezie della mia vita, le mie esperienze con la terra, i miei esperimenti di ecologia ed autosufficienza.
Per tornare a camminare passi leggeri su questo pianeta, raccontarsi, confrontarsi, incontrarsi...

Visualizzazione post con etichetta Pensieri di vita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pensieri di vita. Mostra tutti i post

domenica 15 dicembre 2013

Hic et nunc

L'avventura canaria è giunta al capolinea per il momento, il treno del cambiamento l'ho preso, forse non era il treno giusto, forse l'orario sbagliato o forse scoprirò che era giusto fra qualche tempo ma l'importante era partire, ho visto posti, conosciuto persone, gioito, sofferto, parlato, vissuto emozioni, creato ricordi.
A proposito di ricordi,  mi viene in mente una frase di "Esco" dei CSI:
"E' l'instabilità che ci fa saldi ormai negli sgretolamenti quotidiani.":  beh, proprio saldo non direi, abituato forse o meglio incallito ormai, eh già si cambia rotta di nuovo, si riparte.
I continui cambiamenti non sono per tutti, soprattutto se ti portano da situazioni con una parvenza di tranquillità a situazioni in cui ti ritrovi a farti mille domande sul tuo futuro e sulle tue spalle pesa il futuro anche di altre persone.
In questa situazione tentare la strada del cambiamento è sempre rischioso ma torno a ripetere che sono convinto che siamo nell'era del cambiamento. Provarci per me è d'obbligo, devi corazzarti bene per gestirne però le conseguenze: nel bene e nel male. L'unico buon sistema che ho trovato sinora per gestire l'ansia del futuro è semplicemente vivere di più  il presente.
Per questo non parlerò dei miei progetti futuri nel mio prossimo post, il mio progetto futuro sarà parlarvi del vermicompost: terra, scarti di cibo e lombrichi, hic et nunc!

mercoledì 20 febbraio 2013

Il cambiamento

Un anno dall'ultimo (e piuttosto misero) post....il buio....
Quante cose sono successe in questi due anni: nel 2010 ho cambiato lavoro e ora nel 2013... lo cambio di nuovo. No scusate, non cambio lavoro, questa volta non ne cerco un altro, questa volta cerco la mia vita. Questi due anni mi hanno insegnato molto, sono stati tempi di alti e bassi, di buio e di luce appunto, nel lavoro, in famiglia, con me stesso,  nel morale: ma è servito senza dubbio a riflettere su chi sono e cosa voglio.
La crisi è un enorme occasione diceva Einstein e io l'enorme occasione questa volta non me la voglio far sfuggire. Non so cosa sia, ma sento che qualcosa è cambiato tra il 2012 ed il 2013, c'è un energia diversa nell'aria, c'è un treno che sta passando, prendere o lasciare. E io lo prendo, ho lottato a lungo per poterlo prendere. Dove mi porterà ancora non lo so ma era importante prenderlo e cavalcare quest'onda.
Si, questi due anni mi sono serviti a prendere coscienza, a tirare le somme di anni di pensieri e idee, a decidere di partire. Sono stanco di sentire le persone lamentarsi, di sentire persone infelici della propria vita che poi non fanno nulla per cambiarla, di essere circondato di negatività: la mia strada è un'altra, le parole e le paure di chi mi dà del pazzo mi scivolano addosso senza lasciare traccia, i miei occhi riescono a guardare oltre adesso.
Ricordo che molti anni fa avevo scritto una poesia, recitava così:
"Maledetta tristezza, m'assale ogni volta
che mi accorgo che sto cambiando
Che cosa meravigliosa il cambiamento
Vita e morte nello stesso tempo"
Ecco questo è il cambiamento, all'inizio ci lascia spaesati e intimoriti, forse anche un po' tristi perchè non è mai facile lasciare il porto sicuro, ma il posto della tristezza viene subito preso dalla consapevolezza dell'eterno mutare delle cose.
A breve sarò alle Canarie, per sondare il terreno e capire se  il nostro progetto possa trovare laggiù terreno fertile dove nascere e se di conseguenza la nostra vita possa trovare la svolta che aspettiamo da tempo.
Penso e mi siedo su di una roccia scaldata dal sole, vento in faccia, guardo giù verso il bosco, guardo il tramonto e sorrido, felice di essere vivo......a presto








































sabato 9 aprile 2011

Eppur tutto va bene, va proprio tutto bene....

....così cantavano i CCCP nella mitica Valium,Tavor,Serenase manifesto forse punk ma forse di un' intera  generazione scoglionata dall'andazzo delle cose negli anni 80.
Stiamo parlando degli anni dei paninari, degli yuppie da wall street, del capitalismo sfrenato e dell'arrivismo sociale, insomma di materiale per schifarsi ce n'era in abbondanza, perlomeno a sufficienza per voler mandare tutto a fanculo comprese le "giornate inerti" dei soggetti appena elencati.
Sono appena uscito da un bar a Verona, ho appena letto che a Boscochiesanuova, ridente località dei monti lessini a 1100mt di altitudine vi sono livelli preoccupanti di polveri sottili (PM10),...salgo in macchina, lo smog veronese mi entra nei polmoni a piene dosi, ripenso a ieri mattina quando aprendo la finestra di casa alle 7:00 ho sentito odore di tubo di scappamento, ripenso a fukushima, ripenso a quello che ho appena letto.
Metto in moto, guardo le facce della gente chi persa nel vuoto chi indifferente e sorridente, bambini in passeggino nel mezzo di un parcheggio e mamme sorridenti ed eleganti, bevitori di spritz del venerdì sera, gente carica di borse della spesa, canto senza volerlo...eppur tutto va  bene, va proprio tutto bene...
la realtà è questa: stiamo riempiendo il mondo di schifezze, esplode una centrale nucleare, respiriamo smog, ci ammaliamo di tumore, ma sembra che a nessuno freghi niente, non è un problema così grande, la vita va avanti lo stesso, non ci possiamo fare niente, non dipende da noi, e poi stasera è venerdì domani arriva il week end....tutto va  bene, va proprio tutto bene....

martedì 23 novembre 2010

Saviano/Fazio vs Grande Fratello

Allelujah, si gridi al miracolo!!!
Nel pianeta Italia c'è ancora vita!
Non mi voglio illudere ma pensare che un programma veramente serio che parla di cose serie abbia sonoramente bastonato nell'audience quel calderone di minchiate che è il GF mi fa godere e ben sperare che qualcosa si stia muovendo.
Forse il tentativo di rincoglionimento globale fatto di veline e buone domeniche sta fallendo?
C'è aria di cambiamento, c'è voglia di cose concrete, reali che abbiano a che fare con la vita quotidiana delle persone, della gente che non trova lavoro, della gente che deve pagare il pizzo, della gente che vuole giustizia.
Voi che avete ascoltato le parole di Saviano, uscite alla scoperto e cominciate a guardare al di fuori del vostro giardino, solo così sarà possibile riappropriarsi di quel diritto innegabile ad una vita dignitosa e che veramente si possa chiamare vita.
Perchè se vi stanno a cuore le sue parole, vi deve stare a cuore tutto quello che ci gira intorno, appunto la giustizia, l'ambiente, il lavoro.
Il cambiamento, è anche il titolo di un bel sito nato da poco http://www.ilcambiamento.it/, di cui vi consiglio vivamente di richiedere la newsletter: denunciare cosa va male va bene ma poi occorre rimboccarsi le maniche per far andar meglio le cose! E' un sacrificio lo so, ma ognuno nel suo può fare qualcosa e trovare il modo per farlo perchè ricordiamoci che a questo mondo abbiamo dei diritti ma anche dei doveri ed il senso civico, è un nostro dovere enorme verso la collettività.
Ciao

domenica 7 novembre 2010

Monumento al Villano

E' passato quasi un anno e mezzo da quando l'anno scorso in ferie, mi trovavo di passaggio in quel di Pitigliano.
Per chi non lo sapesse Pitigliano è uno dei più bei borghi della Toscana e si erge su uno sperone tufaceo a dominare la maremma grossetana, la stessa Maremma dove la tradizione agricola è così viva e ben radicata, talmente radicata che con mio stupore, avvicinandomi incuriosito ad un bronzo raffigurante ad altezza reale un asino ed un uomo, ho scoperto essere il monumento al Villano con tanto di stupenda poesia dedicata.
Ve la ripropongo in versione integrale perchè merita di essere letta e meditata; vi lascerò infondo  solo un appunto sulle note finali.

IL VILLANO
Padre, voglio sapere chi è villano
 Figlio mio se pensi ad un uomo
che prega col cappello in mano
mentre inginocchiato invoca Dio,
pensi a chi piange, bestemmia
poi chiede perdono
mentre asciuga il sudore
e carezza le spighe di grano
quello ha il titolo di "Villano"

Se vedi colui che ha il sorriso
mentre raccoglie grappoli dorati
o piange e si dispera
per le delusioni dell'umano,
prende gli attrezzi da lavoro
con la forte e callosa mano
o si siede in mezzo al campo
quando la fatica tormenta le sue membra
poi ritrova sempre la sua forza
quello figlio mio è il "Villano"

Se conosci un uomo
che del trifoglio ama il profumo
che ama l'aroma del fieno,
che ama produrre frutti profumati,
che ama la tranquillità e la pace,
che ama la sorgente pura
la rugiada al nascere del sole,
allora figlio mio sei al cospetto
del figlio che di Dio è il prediletto
a quell'uomo puoi stringere la mano
perchè ha il nobile titolo di " Villano"
Nerio Persi

A noi posteri e figli di villani, il dovere di erifere un monumento dove l'uomo e il somaro esprimono il lavoro...la fatica...la sofferenza...la speranza di una vita migliore e che oggi è diventata certezza.
Italo Funghi, 30 Aprile 2006

...certo io non ho vissuto la fame, la schiena spaccata sotto il sole (in parte si...), le malattie ma che la vita migliore sia diventata certezza proprio non mi sento di sottoscriverlo.
Non mi  stancherò mai di ripeterlo: quanto abbiamo barattato per il nostro presunto benessere?
Avrei volentieri preferito non vedere il disastro petrolifero in Florida, il buco nell'ozono, lo scioglimento dei ghiacciai, la gente crepare di tumori continuamente, l'isola di plastica nel mezzo all'oceano, l'abbattimento della foresta amazzonica, il cromo nei fiumi, i bidoni radioattivi che percolano nelle falde acquifere....
 Che la meditazione sia con voi

mercoledì 29 settembre 2010

Ciao Kurt

Wolfgang e Kurt


Quando ho iniziato ad arrampicare i primi posti in cui mi han portato sono stati Passo San Giovanni ad Arco, Lumignano e Finale Ligure. Tutte mete anni 80, cariche di storia.
Io che un po' son nostalgico e un po' ho lo spirito romantico, mi son innamorato delle storie dei pionieri dell'arrampicata libera, delle loro zingarate sotto le falesie, della sana competizione in un territorio tutto vergine e da esplorare.
Forse proprio per questo prima di abbandonare la corda, mi piaceva andare nelle falesie demodè, per respirare quell'atmosfera, e anche se gli spit arrugginiti a volte ti facevan cacare sotto, non trovare quasi mai nessuno ti faceva respirare a pieni polmoni i profumi del bosco e ogni movimento te lo godevi nel silenzio accompagnato dalle presenze passate in fuseaux e canottierine fluorescenti.
Come quella volta alla Swing Area, 22 metri pensando di cadere ad ogni movimento , per poi invece arrivare magicamente in catena a vista con una scarica di adrenalina eccezionale, ripensando a Manolo che lì ci era passato 20 anni prima.
Ecco Kurt Albert con tanti altri era tutto questo per me
Magari se un giorno riprenderò la corda in mano penserò ancora a quei giovani scapestrati che hanno fatto la storia di questo sport o forse hanno fatto di uno sport uno stile di vita.
Ciao

lunedì 2 agosto 2010

Banca del Tempo Contadino (e Artigiano)

E' un idea che mi frulla in testa da tempo, almeno da quando ho cominciato ad interessarmi di agricoltura , senza saperne niente e mi buttai a capofitto in questo mondo, con la curiosità del profano che ha tutto un mondo da scoprire.
Purtroppo mi dovetti rendere conto ben presto che la diffidenza e la chiusura di cui hanno fama i contadini non sono solo luoghi comuni ma una vera realtà in molti casi.
Sembrava sempre di sbattere contro un muro: io volevo imparare, lavorare gratis per imparare, ma per molti la conoscenza non andava condivisa ma custodita gelosamente in segreto. Potare una vite, trasformare il latte in formaggio, allevare api, guidare un trattore, gesti a volte magari banali a volte frutto di anni di lavoro e conoscenze tramandate da generazioni, ma sempre da custodire gelosamente.
Sono stati periodi difficili e oggi posso ringraziare anche coloro che mi sbatterono la porta in faccia dicendomi di no perchè furono stimolo per la mia cocciutaggine ad andare avanti nella ricerca e forse se non fosse stato per questo stimolo non avrei conosciuto tutte quelle fantastiche persone che poi ho incontrato. Ciò nonostante oggi dopo anni ,seppur io possa dire di avere contatti con una valanga di persone in quasi ogni settore dell'agricoltura molte cose mi restano oscure e la mia cronica fame di conoscenza o insaziabile curiosità che dir si voglia, non mi fa star mai fermo.
Restando convinto che la conoscenza vada sempre condivisa ho così pensato di inventarmi questa Associazione BA.T.A.C.! (BAnca del Tempo Artigiano e Contadino), una Banca del Tempo aperta a tutti coloro che vogliano scambiarsi saperi vecchi e nuovi in ambito agricolo e artigiano.
Uno spazio di condivisione dove ci si possa confrontare e dove chi ha voglia di dire o imparare qualcosa possa trovare una forma di scambio che va al di là della perenne mercificazione, dove il sapere diventi un bene prezioso di scambio e dove il tasso di scambio venga deciso senza regolamenti scritti ma attraverso il dialogo.
Uno spazio che dovrà servire anche o forse sopratutto a coloro che si avvicinano a questo mondo e come successe a me e penso a molti altri non hanno trovato la giusta disponibilità.
Chi vuole imparare a far la marmellata con le cotogne, chi vuole imparare ad attaccare un atrezzo ad un trattore, chi può insegnare a far berretti di lana ad uncinetto...e chi più ne ha più ne metta.
Chi è interessato mi contatti e studieremo assieme dove e come far partire l'avventura
La conoscenza rende liberi!

domenica 11 luglio 2010

Il tempo cambia molte cose nella vita....

....il senso, le amicizie, le opinioni, che voglia di cambiare che c'è in me.
Si sente il bisogno di una propria evoluzione, sganciata dalle regole comuni, da questa falsa personalità... (Battiato, Segnali di vita, 1981) e poi ...non hai forza per tentare di cambiare i tuo avvenire per paura di scoprire libertà che non vuoi avere, ti sei mai chiesto quale funzione hai? (Battiato, il silenzio del rumore, 1972).
Da troppo tempo queste voci frullavano nella mia testa, da troppo tempo sentivo l'urgente necessità di liberarmi da condizionamenti imposti, dai bisogna far così perchè se no...
Deve finire il tempo dell'apatia, è tempo di liberare le energie, di dare sfogo alla propria espressione è un consiglio che do a tutti.
Questa umanità (questo tipo di umanità) dovrà necessariamente arrivare ad un bivio, dovrà prendere coscienza. Il baratro sociale e culturale in cui è precipitato l'essere umano non può che rappresentare la fine di un ciclo. Qualcosa dovrà pur accadere ma tutto parte da noi.
Io intanto per cominciare ho mandato a quel paese il lavoro....in modo un po' violento ma molto serenamente...

venerdì 14 maggio 2010

La cricca all'italiana (a volte ritornano...)

Un orto non è una campana di vetro
Ed anche se a volte un uccelletto e un ramarro ti possono far quasi illudere di essere in un mondo diverso, queste stesse cose possono rendere estremamente sgradevole e stridente il confronto con la realtà.
Così da un po' di giorni ripenso a questo marcio modo di fare che ci ha resi famosi nel mondo: fare "all'italiana" nel mondo ha più spesso accezioni negative e di certo non riferite al nostro artigianato locale!
Eh già, perchè il marcio sta in alto cari miei, gli Assalti Frontali dicevano "io vengo dal mondo di sotto, il grande criminale sta nel grande salotto", qui il ministro si fa fare la casa al colosseo dall'imprenditore che deve prendere l'appalto, il ministro della salute ha la moglie manager in una multinazionale del farmaco, il ministro delle infrastrutture ha la moglie azionista di maggioranza in una grande impresa di costruzioni, una scopatina con la diciottenne di turno val bene chiudere un occhio su certi cavilli ambientali che intralciano l'affare, la neo presidente della regione viene filamata mentre gli viene richiesto il posticino sicuro per la figlia del sindaco amico e nessuno dice un cazzo di niente.
Nessuno si scandalizza, perchè è così da sempre, lo vedo io nel mio piccolo nella vita di tutti i giorni, la normalità è la corruzione, io ti faccio così se tu mi dai cosà: non è sano baratto, è marcio clientelismo, pura mancanza di moralità e onestà.
Perchè siamo un popolo così becero? non lo so, forse ci saranno delle ragioni storiche, l'unica cosa che so è che così qua non funziona niente, ma proprio nulla, perchè c'è sempre qualcuno che è amico di qualcuno e viene prima di te. Se una cosa funziona e va bene per la collettività si fa presto a farla anche sparire se per qualche amico è scomoda.
Il carrozzone va avanti da sè con le regine , i suoi fanti , i suoi Re, ridi Buffone....che l'unica speranza è Pacal Votan ed il 2012. Sto pregando che succeda qualcosa per il risveglio

sabato 27 febbraio 2010

Pensare globale, Agire locale

"Pensare globale, agire locale" è uno slogan, bellissimo peraltro, che ha cominciato a circolare qualche anno fa, nei circuiti "alternativi", con la nascita dei movimenti antiglobalizzazione (o meglio contro i deleteri effetti della globalizzazione) e nei circuiti del consumo critico.
Io, che a onor del vero, non sono mai stato molto allineato, l'ho fatto mio in maniera quasi radicale (seppur non ancora totalmente espressa) abbandonando un possibile agiato e mediocre posto statale da tecnico di laboratorio per prendere in mano zappa, vanga e rastrello.
Nelle giornate a zappare, parlando con le piantine di insalata, mi rendo conto di come ogni mio colpo di zappa sulla terra sia come un sasso nello stagno che propaga le sue onde all'infinito e mai come adesso mi rendo conto del significato di quello slogan.
Il mio piccolo orto è un tassello di un enorme puzzle e in questo gioco per alcuni istanti posso permettermi di guardare solo il mio tassellino per poi però alzare lo sguardo verso il mondo-puzzle.
La terra è fine e mezzo e allora oggi zappando il mio orto penso che:
  • nel silenzio e nel vuoto di grandi fratelli, truffe finanziarie e leggi ad personam è cominciato un nuovo colonialismo, in cui le super potenze non riuscendo a sfamare i propri cittadini si accaparrano i migliori terreni negli stati più poveri dell' africa facendo lievitare i prezzi dei terreni stessi e devastando le fragili economie locali.
  • una sentenza del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso proposto dal Vicepresidente di Futuragra di poter liberamente coltivare mais transgenico in Italia, un mais che molti stati europei hanno vietato e che di fatto limita la libertà della maggioranza di cittadini e coltivatori che non lo vogliono.
  • il Senato , giovedì 28 gennaio 2010, ha approvato tra le proteste generali l'articolo 43 della legge Comunitaria che significa che stiamo dicendo all'Europa che ce ne freghiamo delle sue leggi per la protezione dei volatili e dei loro habitat ma anzi si allunga di due mesi la stagione venatoria in due fasi delicatissime per i poveri pennuti...
Meditate gente, zappate e meditate...

mercoledì 27 gennaio 2010

Ciao Zio

Ciao Zio
Non so a cosa serva scriverlo qui, non so se dove sei andato si legga internet ma avevo voglia di farlo.
Ricordo da bambino nella vostra sala da pranzo, ogni volta mi incantavo davanti ai tuoi quadri e alle solite due stupende caravelle di legno che avevi assemblato con gran pazienza e bravura.
Ricordo i libri che mi regalavi, mi facevi la mancia e a volte mi regalavi un libro di avventure, uno lo conservo ancora gelosamente, "Storie di animali in paradiso" del 1960, uno dei libri più belli ed emozionanti che abbia mai letto.
Ricordo il tuo garage che odorava di legno e vernici, i mille attrezzi che avevi e per me era un mondo fantastico.
Ricordo ancora l'odore delle scale del tuo condominio, contavo ogni volta gli scalini quando venivamo a trovarvi, ma non ricordo più quanti erano.
Ricordo più di tutto la tua simpatia e il tuo sorriso che non ti hanno mai abbandonato e la serenità che sapevi dare.
Chissà, sarà un caso ma dietro la foto del nostro matrimonio ci sei proprio tu.
Purtroppo tocca anche salutarsi zio, ti ricorderò per sempre, ciao Zio, saluta il mio babbo.
Alex

lunedì 25 gennaio 2010

Percorsi di vita

Caro G.
Mi dispiace che l'altra volta abbiate dovuto andare via in fretta ma ti prometto che avremo tempo di parlare approfonditamente di questi argomenti
Capisco la tua confusione e spero tu non abbia percepito troppa negatività nelle mie parole perchè la realtà è che credo nel tuo sogno che poi è anche il mio e quello di molte altre persone fortunatamente.
Solamente non vorrei che il desiderio del sogno finisse per farti vivere male il presente, perchè ognuno deve fare il suo percorso, e credo che fare il proprio percorso significhi anche vivere il presente per quanto questo ci sembri così lontano dalle nostre aspettative e dai nostri desideri.
Ma credimi, la tua scelta dentro di te l'hai già fatta, nessuno può dirti cosa fare, quindi il tuo percorso è già iniziato, vivilo senza l'ansia di arrivare alla meta, fai tesoro di tutte le esperienze e di tutte le persone che incontri.
Prendersi cura della terra, vivere in comunione con le creature del mondo e con gli altri esseri umani: di questo c'è bisogno, questa è la natura umana e per questo io credo fermamente in questa che non è solo una scelta di vita ma è anche una missione al di fuori delle regole della mercificazione e del commercio, non un semplice cambiar lavoro ma cercare l'intima unione con la madre terra.
Per questo a volte seduto nel silenzio del bosco, sento così forte quest'energia e questa forza, che sembra sorreggermi ed abbracciarmi. Non so se chiamarlo Dio, Spirito, Forza cosmica o chissà cosa ma sento che c'è qualcosa di più grande al di sopra di noi che comprende i nostri sforzi e sta disegnando un percorso per ognuno di noi, sempre tenendoci per mano per condurci a destinazione quando sarà il momento.
Piano piano vedrai che mettendo insieme i tasselli comincerai a riconoscere questo grande puzzle.
I cambiamenti che realmente mettiamo in atto dentro di noi trasformano anche la realtà che ci circonda. La vera trasformazione parte da noi stessi e dalla nostra ricerca interiore che poi necessariamente si manifesta esternamente. Ecco, fa in modo, anche se spesso è veramente difficile, che questo manifestarsi sia energia positiva.
Come mi diceva ieri un caro amico, una foresta che cade fa un rumore assordante ma nel frastuono c'è una nuova foresta che cresce in silenzio.
Credimi: siamo nel giusto e qualcosa o qualcuno lo sa.
Ciao, a presto
Un abbraccio
A.

martedì 8 dicembre 2009

Un compito ingrato...

"Guardate gli occhi di un cane che muore e vergognatevi di tutta la vostra filosofia"
Se c'è una cosa che non riesco a sopportare nel mio lavoro è la presenza dei cacciatori e la loro filosofia di vita: Filosofia è amore del sapere, la caccia sportiva è il manifesto dell'ignoranza, della vigliaccheria, della presunzione dell'essere umano.
Nella mia esistenza ho scelto (o forse son nato così) la non violenza e la cultura della vita non della morte, per questo quanto mi è successo l'altro giorno mi ha profondamente scosso e come tante altre volte son tornato a chiedermi perchè.
Dopo la battuta domenicale, nel locale officina adibito a deposito vittime mi si presentano davanti almeno un centinaio di povere anatre stecchite con gli occhi ancora lucidi che mi scrutavano come se il soffio della vita dovesse ancora abbandonarle del tutto.
Purtroppo in quell eccidio due anatre erano veramente ancora vive: una muoveva ancora le zampe e batteva il becco piano come a voler trovare la forza per ripartire e prendere il volo mentre un altra mi guardava sbattendo le palpebre.
Quegli occhi lucidi che sembravano piangere mi chiedevano perchè, perchè un festoso volo di meravigliosi uccelli che cercano riposo in un laghetto deve essere spezzato dall'ignoranza sadica di un uomo? Perchè non riusciamo ad innamorarci della vita e osanniamo la morte in questo marcio mondo? Perchè non riusciamo a gioire nel vedere gli uccelli rincorrersi nell acqua e disegnare geometrie in volo?
Non lo so davvero, a volte penso che inconsciamente i nostri disagi, i turbamenti di questa società, le nostre frustrazioni ci facciano provare rabbia, invidia e gelosia per l'armonia che ancora riesce ad esprimere la natura. Semplicemente non reggiamo il confronto.
Il compito ingrato è arrivato subito dopo: non potendo più sopportare quel becco ansimante e quelle zampe che si muovevano, ho preso il badile, chiesto scusa e dato il colpo di grazia per porre fine a quelle inutili sofferenze.
Pace all'anima loro

venerdì 13 novembre 2009

Meteo a piacimento

Mi rendo conto che dovrei parlare di più di agricoltura ma a parte sostituire in ritardo il nylon di una serra e raccogliere le ultime verdure dell'orto, in questo periodo non si fa molto.
Nel frattempo volente o nolente ci ha pensato un servizio del tg a darmi da pensare: eh sì, perchè gli amici cinesi hanno ben pensato che sarebbe bello poter governare il tempo e così dal 2003 studiano, con soddisfacenti risultati a loro dire, come scegliere il meteo a piacimento.
Un bel sole alle olimpiadi e per risolvere la recente siccità una scarica di 400 capsule di ioduro d'argento nel cielo per provocare la pioggia, sostanza altamente inquinante e vietata praticamente ovunque.
Troppo spesso si pensa che la terra ci appartenga in quanto eletti esseri umani, pensiamo di poter disporre all'infinito delle sue risorse, di poter modificare la natura per piegarla alle nostre volontà.
Certo tagliare una foresta per fare una strada, bucare una montagna per farci passar la ferrovia, costruire una diga per fare un bacino artificiale sono cose ormai normali, ma il tempo...no, quello no, davvero si supera ogni limite senza alcun ritegno.
La realtà è che i cinesi sono in ottima compagnia come potete leggere in questo articolo da brivido scovato un po' di tempo fa sul web: http://www.indicius.it/archivio/haarp.htm
Non so quanto ci sia di vero, ma non mi stupisco più di nulla neanche di quei pirle che intervistati al tg si sono detti entusiasti di questa eccezionale novità! :(
Ciao

venerdì 31 luglio 2009

Come per incanto

Ecco, come per incanto, citavo ieri il taoismo e mi capita oggi sotto mano questa frase di Lao Tzu:

Vorresti salvare il mondo dal degrado
e dalla distruzione cui sembra destinato?
Allora evita i movimenti di massa superficiali e
mettiti a lavorare su te stesso.
Se vuoi risvegliare tutta l'umanità,
allora risveglia te stesso.
Se vuoi eliminare la sofferenza nel mondo,
allora elimina tutto ciò che di negativo è in te stesso
Veramente, il contributo più grande che tu
possa dare è la tua personale trasformazione.
Lao Tzu

Riflessioni post viaggio

Passa il tempo e di cose ne son successe...
Proseguono le esplorazioni ed oramai giro come un assetato nel deserto alla ricerca di un pezzo di terra per salvarmi.
L'aria calda e umida e lo smog della pianura padana ci stanno soffocando e mettendo a dura prova la nostra resistenza psico-fisica, questo per lo meno l'abbiamo capito: via da questi posti!
Mi chiedo sempre se non sarebbe giusto lavorare per migliorare dove c'è del marcio ma il mio spirito di sacrificio non arriva al martirio per la causa.
Non è egoismo, è semplicemente che ognuno deve trovare la sua dimensione o il suo punto preferenziale in cui concentrare le proprie energie perchè penso che se non stai bene non puoi pretendere di far del bene per gli altri che se non ricordo male è poi un principio ben espresso nella filosofia taoista.
Quindi via, Valle d'Aosta, Trentino, Lazio, Umbria, io e la famigliola ne abbiamo macinati di km in questi due mesi!
Torno con la consapevolezza che questo paese è devastato da turisti, mercato delle seconde case, vip di passaggio e non, monocolture, minchiate DOP,DOC,DOCG e quant'altro possa spennare grulli e far lievitare i prezzi dei terreni. Se a questo ci si aggiunge una burocrazia assassina che costringe i piccoli produttori a diventare ragionieri e commercialisti, la frittata è fatta!
Fortunatamente esiste tutta una comunità sotterranea che unisce questi piccoli produttori e tutte quelle persone che credono e hanno creduto nel ritorno alla terra, gente che riabita valli abbandonate, che torna a coltivare varietà antiche scomode alle logiche delle multinazionali, gente che riesce a vivere in modo diverso rinunciando a cose che la società vorrebbe indispensabili.
Ecco tutta questa comunità mi dà forza e speranza perchè come diceva lo scrittore maliano S.B.Kouyatè:
"L'uomo nasce, cresce, si evolve, si realizza soltanto in seno a un insieme che lo arricchisce, e che deve arricchire a sua volta. Fuori di questa idea, fuori di questa logica, non c'è l'uomo"

giovedì 14 maggio 2009

Grande fermento

Molte cose successe in queste ultime settimane.
Ho ritrovato per sbaglio (o per destino) un grande amico filosofo contadino emigrato nelle lande norvegesi (110 e lode e un lavoro in campagna). Un aperitivo in occasione di un suo breve ritorno in Italia è stata l'occasione per condividere molte idee e progetti futuri. Per il momento il blog si arricchisce di un corrispondente norvegese d'eccezione, per cui aspettatevi tante foto di vacche e pecore!
Invece un saggio di Piero Nigra "il sistema federativo" e una vecchia intervista del 2006 a Giovanni Lindo Ferretti sulla sua conversione da punkettone filo sovietico dei CCCP al Cristianesimo radicale hanno scatenato in me un turbine di pensieri legati alla relazione tra sistema sociale comunitario e progresso tecnologico, pensieri conditi da ricordi universitari del corso di Bioetica in cui mi chiedevo sempre se l'essere umano non fosse ormai schiavo e non padrone della tecnologia, avendo perso quella fondamentale dote di umiltà che è il senso del limite...
Spero di avere tempo di buttare giù qualcosa di più approfondito, non perchè penso possa interessare a qualcuno ma solo perchè mni sto rendendo conto che questo blog sta diventando una sorta di cartaigienica del mio cervello!

sabato 28 marzo 2009

Il nuovo che avanza...




Dopo mesi di assenza, la scorsa settimana son tornato in quel di Vicenza, trovandomi a passare nelle zone dove abitavo.
Beh, a momenti non mi pareva neanche lo stesso posto, nuove rotatorie, nuovi benzinai, nuovi capannoni, nuovi centri commerciali, nuovo spazio rubato alla terra.

Ma quanto cazzo costruiscono???? E' stato il mio primo pensiero.
Ma cosa cazzo mangeremo in futuro???? E' stato il mio secondo pensiero.
La pianura, le terre migliori ormai ridotte a dei miseri fazzoletti tra una zona residenziale e i capannoni e a chi vuol tornare a coltivare tocca imboscarsi nelle colline degli appennini o su in montagna. Misteri...
Badate bene io non sono contro il progresso, ma mi chiedo se questo sia veramente il progresso che dovrebbe portare miglioramento all'esistenza degli esseri umani. Perchè sono convinto che di queste fabbriche una buona parte produca cose assolutamente superflue alla nostra esistenza ma d'altronde il consumismo è basato sul consumo e si sa che perchè la gente consumi, bisogna convincerla che ha bisogno di un sacco di stronzate. E qualcuno dovrà pur produrle ste stronzate.

Mi vengono in mente le parole della serie TV Survivors:
“Sembrava una banale epidemia di influenza, ma nell’arco di appena pochi giorni la gente incominciò a morire. Così iniziò a diffondersi il più micidiale morbo che l’umanità avesse mai conosciuto. Solo pochissimi individui sono immuni alla malattia, per la precisione appena il cinque per cento di tutta la popolazione mondiale. Alcuni gruppi di persone si riuniscono per costituire delle piccole comunità in cui ciascuno possa offrire il proprio contributo. Dopo le prime contingenti difficoltà, iniziano per i sopravvissuti i problemi veri e propri, quelli di una quotidianità fatta di esigenze che tecnologia e progresso non possono più soddisfare. Le scorte di cibo confezionato che giacciono negli scaffali dei supermercati deserti saranno depredate ed esaurite in brevissimo tempo. Nei frigoriferi privi di energia elettrica carne e verdura marciranno. In questo nuovo mondo dove la conoscenza è dispersa e frammentata, chiunque sappia confezionare un paio di scarpe o ottenere il pane partendo da un chicco di grano è un privilegiato.“