Il contadino delle stelle è un immagine poetica, tra sogno e realtà.
Il sogno di chi ama la terra, di recuperare e far vivere ancora un mondo più a misura d'uomo ed in armonia con la natura e la realtà
dura ma meravigliosa di un lavoro che non era un lavoro ma un modo di essere.
Questo blog nasce per raccontarvi un po' le peripezie della mia vita, le mie esperienze con la terra, i miei esperimenti di ecologia ed autosufficienza.
Per tornare a camminare passi leggeri su questo pianeta, raccontarsi, confrontarsi, incontrarsi...
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martedì 21 gennaio 2014
Crollo dei consumi elettrici: opinioni divergenti.
Non c'è molto da commentare a questo articolo, http://coscienzeinrete.net/economia/item/1746-il-nuovo-crollo-dei-consumi-elettrici si è già detto quello che c'era da dire.
Essere ecologisti oggi non dovrebbe essere una moda, essere parte di un partito politico o cavalcare un trend economico, semplicemente dovrebbe essere un'obbligo morale per tutti.
Non è difficile da capire, senza pianeta non potremo vivere e basta, esaurito il territorio, inquinate terra, aria e mare mi riesce difficile immaginare una vita degna di questo nome.
Spesso credo che il limite sia già stato superato ma mi piace credere o forse voglio provare a credere che ancora si possa fare qualcosa se non per noi almeno per i nostri figli.
In questo contesto fa impallidire leggere che sul Sole 24 Ore, la notissima testata di Confindustria, si dipinga come un "dramma" il calo dei consumi elettrici in Italia perchè di questo passo dovranno chiudere le centrali termoelettriche.
Ma siamo impazziti? Vogliamo mettere sullo stesso piano il denaro e la salute nostra e dell'ambiente?
Prima di consumare ecologico, la chiave della sostenibilità ambientale è proprio consumare meno, imparare a essere più sobri nei consumi di energia, imparare a non sprecare.
In questo senso la crisi è una manna: sono sicuro che questo calo dei consumi non arriva da improvvise prese di coscienza ma dove non ha potuto la cultura ora arriva la mancanza di soldi.
E poi, diciamocela tutta, possiamo permetterci di tagliare molta dell'energia che usiamo senza dover vivere come dei cavernicoli; non stiamo parlando di vivere a lume di candela, stiamo parlando di luci accese quando non servono, dei 25 gradi in casa d'inverno, di farsi una doccia più veloce e mille altri piccoli accorgimenti.
I soliti qualunquisti diranno la loro sfilza di tanto: tanto non serve a niente, tanto in Francia ci sono le centrali nucleari, tanto negli states hanno i 6000 di cilindrata, tanto non possiamo sacrificare le nostre centrali per fare i martiri mentre gli altri se ne fregano...proprio l'atteggiamento che porterà a non cambiare mai niente.
Ma forse l'idea che consumare meno possa portare ricchezza (mai sentito parlare di decrescita felice?) non entrerà mai nella zucca di certi personaggi!
martedì 8 dicembre 2009
Un compito ingrato...
"Guardate gli occhi di un cane che muore e vergognatevi di tutta la vostra filosofia"
Se c'è una cosa che non riesco a sopportare nel mio lavoro è la presenza dei cacciatori e la loro filosofia di vita: Filosofia è amore del sapere, la caccia sportiva è il manifesto dell'ignoranza, della vigliaccheria, della presunzione dell'essere umano.
Nella mia esistenza ho scelto (o forse son nato così) la non violenza e la cultura della vita non della morte, per questo quanto mi è successo l'altro giorno mi ha profondamente scosso e come tante altre volte son tornato a chiedermi perchè.
Dopo la battuta domenicale, nel locale officina adibito a deposito vittime mi si presentano davanti almeno un centinaio di povere anatre stecchite con gli occhi ancora lucidi che mi scrutavano come se il soffio della vita dovesse ancora abbandonarle del tutto.
Purtroppo in quell eccidio due anatre erano veramente ancora vive: una muoveva ancora le zampe e batteva il becco piano come a voler trovare la forza per ripartire e prendere il volo mentre un altra mi guardava sbattendo le palpebre.
Quegli occhi lucidi che sembravano piangere mi chiedevano perchè, perchè un festoso volo di meravigliosi uccelli che cercano riposo in un laghetto deve essere spezzato dall'ignoranza sadica di un uomo? Perchè non riusciamo ad innamorarci della vita e osanniamo la morte in questo marcio mondo? Perchè non riusciamo a gioire nel vedere gli uccelli rincorrersi nell acqua e disegnare geometrie in volo?
Non lo so davvero, a volte penso che inconsciamente i nostri disagi, i turbamenti di questa società, le nostre frustrazioni ci facciano provare rabbia, invidia e gelosia per l'armonia che ancora riesce ad esprimere la natura. Semplicemente non reggiamo il confronto.
Il compito ingrato è arrivato subito dopo: non potendo più sopportare quel becco ansimante e quelle zampe che si muovevano, ho preso il badile, chiesto scusa e dato il colpo di grazia per porre fine a quelle inutili sofferenze.
Pace all'anima loro
Se c'è una cosa che non riesco a sopportare nel mio lavoro è la presenza dei cacciatori e la loro filosofia di vita: Filosofia è amore del sapere, la caccia sportiva è il manifesto dell'ignoranza, della vigliaccheria, della presunzione dell'essere umano.
Nella mia esistenza ho scelto (o forse son nato così) la non violenza e la cultura della vita non della morte, per questo quanto mi è successo l'altro giorno mi ha profondamente scosso e come tante altre volte son tornato a chiedermi perchè.
Dopo la battuta domenicale, nel locale officina adibito a deposito vittime mi si presentano davanti almeno un centinaio di povere anatre stecchite con gli occhi ancora lucidi che mi scrutavano come se il soffio della vita dovesse ancora abbandonarle del tutto.
Purtroppo in quell eccidio due anatre erano veramente ancora vive: una muoveva ancora le zampe e batteva il becco piano come a voler trovare la forza per ripartire e prendere il volo mentre un altra mi guardava sbattendo le palpebre.
Quegli occhi lucidi che sembravano piangere mi chiedevano perchè, perchè un festoso volo di meravigliosi uccelli che cercano riposo in un laghetto deve essere spezzato dall'ignoranza sadica di un uomo? Perchè non riusciamo ad innamorarci della vita e osanniamo la morte in questo marcio mondo? Perchè non riusciamo a gioire nel vedere gli uccelli rincorrersi nell acqua e disegnare geometrie in volo?
Non lo so davvero, a volte penso che inconsciamente i nostri disagi, i turbamenti di questa società, le nostre frustrazioni ci facciano provare rabbia, invidia e gelosia per l'armonia che ancora riesce ad esprimere la natura. Semplicemente non reggiamo il confronto.
Il compito ingrato è arrivato subito dopo: non potendo più sopportare quel becco ansimante e quelle zampe che si muovevano, ho preso il badile, chiesto scusa e dato il colpo di grazia per porre fine a quelle inutili sofferenze.
Pace all'anima loro
venerdì 13 novembre 2009
Meteo a piacimento
Mi rendo conto che dovrei parlare di più di agricoltura ma a parte sostituire in ritardo il nylon di una serra e raccogliere le ultime verdure dell'orto, in questo periodo non si fa molto.
Nel frattempo volente o nolente ci ha pensato un servizio del tg a darmi da pensare: eh sì, perchè gli amici cinesi hanno ben pensato che sarebbe bello poter governare il tempo e così dal 2003 studiano, con soddisfacenti risultati a loro dire, come scegliere il meteo a piacimento.
Un bel sole alle olimpiadi e per risolvere la recente siccità una scarica di 400 capsule di ioduro d'argento nel cielo per provocare la pioggia, sostanza altamente inquinante e vietata praticamente ovunque.
Troppo spesso si pensa che la terra ci appartenga in quanto eletti esseri umani, pensiamo di poter disporre all'infinito delle sue risorse, di poter modificare la natura per piegarla alle nostre volontà.
Certo tagliare una foresta per fare una strada, bucare una montagna per farci passar la ferrovia, costruire una diga per fare un bacino artificiale sono cose ormai normali, ma il tempo...no, quello no, davvero si supera ogni limite senza alcun ritegno.
La realtà è che i cinesi sono in ottima compagnia come potete leggere in questo articolo da brivido scovato un po' di tempo fa sul web: http://www.indicius.it/archivio/haarp.htm
Non so quanto ci sia di vero, ma non mi stupisco più di nulla neanche di quei pirle che intervistati al tg si sono detti entusiasti di questa eccezionale novità! :(
Ciao
Nel frattempo volente o nolente ci ha pensato un servizio del tg a darmi da pensare: eh sì, perchè gli amici cinesi hanno ben pensato che sarebbe bello poter governare il tempo e così dal 2003 studiano, con soddisfacenti risultati a loro dire, come scegliere il meteo a piacimento.
Un bel sole alle olimpiadi e per risolvere la recente siccità una scarica di 400 capsule di ioduro d'argento nel cielo per provocare la pioggia, sostanza altamente inquinante e vietata praticamente ovunque.
Troppo spesso si pensa che la terra ci appartenga in quanto eletti esseri umani, pensiamo di poter disporre all'infinito delle sue risorse, di poter modificare la natura per piegarla alle nostre volontà.
Certo tagliare una foresta per fare una strada, bucare una montagna per farci passar la ferrovia, costruire una diga per fare un bacino artificiale sono cose ormai normali, ma il tempo...no, quello no, davvero si supera ogni limite senza alcun ritegno.
La realtà è che i cinesi sono in ottima compagnia come potete leggere in questo articolo da brivido scovato un po' di tempo fa sul web: http://www.indicius.it/archivio/haarp.htm
Non so quanto ci sia di vero, ma non mi stupisco più di nulla neanche di quei pirle che intervistati al tg si sono detti entusiasti di questa eccezionale novità! :(
Ciao
domenica 18 ottobre 2009
Rinascimento Verde
Dovevo farlo da tempo ma non avevo mai la lucidità necessaria per affrontare un argomento così complesso e mettere nero su bianco qualche considerazione su questo famigerato Rinascimento verde che il nostro ministro per le risorse agricole Zaia ha proposto per far tornare i giovani all'agricoltura.
Non posso negare che Zaia non si stia muovendo con impegno su molti fronti per tutelare l'agricoltura italiana e anzi rispetto al vuoto degli scorsi anni qualcosa certo si sta facendo: cito solo lo stop di due anni ai neonicotinoidi per fermare la moria delle api e l'impegno per la tutela dei prodotti italiani dalle contraffazioni su tutti.
Comunque questo non mi esime dal fare le mie considerazioni e dall'esprimere alcune perplessità.
In sintesi questo Rinascimento Verde consiste nel censire tutte le terre demaniali potenzialmente sfruttabili a fini agricoli per poi darle in affitto a giovani che le vogliano coltivare.
Certo non a chiunque, i requisiti indispensabili sono aver meno di 40 anni, praticare agricoltura intensiva e poi spiegare cosa si vuole fare e come si pensa di stare sul mercato insomma usando un termine caro alla new economy occorre presentare un business plan.
Ora prendete i concetto di decrescita e biodiversità e vedrete come questi due fattori che ritengo assolutamente essenziali per uno sviluppo sostenibile non possano essere compatibili con le idee del ministro Zaia.
Ci sono fondamentalmente cinque considerazioni da fare:
1) Spero vivamente che il ministro con il termine intensiva si riferisse semplicemente al fatto che l'azienda deve essere redditizia in rapporto alle dimensioni, perchè per definizione l'agricoltura intensiva è ahimè un'agricoltura "industrializzata" che richiede un alto numero di input esterni (dai macchinari ai fertilizzanti, dai fitofarmaci all'acqua) per aumentare le rese. Si cerca insomma di spremere al massimo le possibilità della natura, di accelerarne i ritmi, di ridurre i tempi morti e improduttivi, di omogeneizzare le produzioni ossia favorire la monocoltura per abbattere i costi.
Non posso negare che Zaia non si stia muovendo con impegno su molti fronti per tutelare l'agricoltura italiana e anzi rispetto al vuoto degli scorsi anni qualcosa certo si sta facendo: cito solo lo stop di due anni ai neonicotinoidi per fermare la moria delle api e l'impegno per la tutela dei prodotti italiani dalle contraffazioni su tutti.
Comunque questo non mi esime dal fare le mie considerazioni e dall'esprimere alcune perplessità.
In sintesi questo Rinascimento Verde consiste nel censire tutte le terre demaniali potenzialmente sfruttabili a fini agricoli per poi darle in affitto a giovani che le vogliano coltivare.
Certo non a chiunque, i requisiti indispensabili sono aver meno di 40 anni, praticare agricoltura intensiva e poi spiegare cosa si vuole fare e come si pensa di stare sul mercato insomma usando un termine caro alla new economy occorre presentare un business plan.
Ora prendete i concetto di decrescita e biodiversità e vedrete come questi due fattori che ritengo assolutamente essenziali per uno sviluppo sostenibile non possano essere compatibili con le idee del ministro Zaia.
Ci sono fondamentalmente cinque considerazioni da fare:
1) Spero vivamente che il ministro con il termine intensiva si riferisse semplicemente al fatto che l'azienda deve essere redditizia in rapporto alle dimensioni, perchè per definizione l'agricoltura intensiva è ahimè un'agricoltura "industrializzata" che richiede un alto numero di input esterni (dai macchinari ai fertilizzanti, dai fitofarmaci all'acqua) per aumentare le rese. Si cerca insomma di spremere al massimo le possibilità della natura, di accelerarne i ritmi, di ridurre i tempi morti e improduttivi, di omogeneizzare le produzioni ossia favorire la monocoltura per abbattere i costi.
I pessimi risultati di questo tipo di pratica agricola si sono dimostrati negli ultimi 60 anni a partire dagli anni 50 quando lo scienziato statunitense Norman Borlaug (poi addirittura premio Nobel per la Pace...) si inventò la famosa Rivoluzione Verde con l'obbiettivo dichiarato di aumentare le produzioni per le crescenti domande di cibo del pianeta e di porre rimedio alla piaga della fame nel mondo (o forse per ingrassare l'opulenza occidentale e dare nuovi sbocchi di mercato vergini alle multinazionali agro-chimiche e del petrolio).
L'utilizzo massivo di questi input ed l'utilizzo di sole varietà ibride derivate da anni di miglioramento genetico ha portato inevitabilmente a enormi danni ambientali:
-inquinamento delle falde e dell'aria
-impoverimento cronico del suolo per l'utilizzo di concimi minerali e conseguenti problemi di dilavamento
-impoverimento della biodiversità a scapito di varietà autoctone antiche e a scapito dell'ecosistema rurale stesso privato delle sue componenti naturali quali siepi e alberature
Beh, questa non è a mio avviso un modello di agricoltura da sostenere, pur essendo migliorate le tecniche e i prodotti di strada da fare c'è n'è ancora tanta. L'agricoltura chimica è infondo sempre la stessa, un cane che si morde la coda: monocoltura, impoverimento del suolo, prodotti sistemici (che vanno in circolo nella pianta), trattamenti a calendario, l'induzione di resistenze nei parassiti per poi dover studiare sempre nuove molecole di sintesi da mettere in commercio e poi la totale mancanza di quella filosofia essenziale del considerare la campagna come un ecosistema rurale da preservare.
L'utilizzo massivo di questi input ed l'utilizzo di sole varietà ibride derivate da anni di miglioramento genetico ha portato inevitabilmente a enormi danni ambientali:
-inquinamento delle falde e dell'aria
-impoverimento cronico del suolo per l'utilizzo di concimi minerali e conseguenti problemi di dilavamento
-impoverimento della biodiversità a scapito di varietà autoctone antiche e a scapito dell'ecosistema rurale stesso privato delle sue componenti naturali quali siepi e alberature
Beh, questa non è a mio avviso un modello di agricoltura da sostenere, pur essendo migliorate le tecniche e i prodotti di strada da fare c'è n'è ancora tanta. L'agricoltura chimica è infondo sempre la stessa, un cane che si morde la coda: monocoltura, impoverimento del suolo, prodotti sistemici (che vanno in circolo nella pianta), trattamenti a calendario, l'induzione di resistenze nei parassiti per poi dover studiare sempre nuove molecole di sintesi da mettere in commercio e poi la totale mancanza di quella filosofia essenziale del considerare la campagna come un ecosistema rurale da preservare.
Io credo che con idee nuove e dinamicità si possa vivere anche con piccolo appezzamento praticando un agricoltura non intensiva, dove la remunerazione non viene dalla quantità.
.
2) L'italia come ho avuto modo di dire più volte in questo blog è un paese sovraffollato e ipersfruttato (forse al Nord più che al Sud) e questo mi fa pensare che strappare alla natura anche queste incolte terre demaniali possa non essere proprio salutare all'ambiente. Piuttosto in alcune zone sarebbe da vedere quanti terreni privati sono incolti o abbandonati da decenni e trovare magari forme di accordo con i proprietari e soprattutto occorrerebbe dare un taglio al mercato del terreno come bene rifugio per personaggi che poi l'agricoltura la vedono in cartolina!
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2) L'italia come ho avuto modo di dire più volte in questo blog è un paese sovraffollato e ipersfruttato (forse al Nord più che al Sud) e questo mi fa pensare che strappare alla natura anche queste incolte terre demaniali possa non essere proprio salutare all'ambiente. Piuttosto in alcune zone sarebbe da vedere quanti terreni privati sono incolti o abbandonati da decenni e trovare magari forme di accordo con i proprietari e soprattutto occorrerebbe dare un taglio al mercato del terreno come bene rifugio per personaggi che poi l'agricoltura la vedono in cartolina!
3) Il ministro sostiene che non verranno privilegiati progetti a baso impatto ambientale ma piuttosto progetti identitari che preservino le tipicità del luogo, bene questo significa che se voglio sperare di avere qualcosa allora in Valpolicella devo piantare ancora vigne, a Parma fare ancora Parmigiano, a Pachino piantare ancora pomodorini e così via: insomma un bel sostegno alla monocoltura di cui sopra e una bella gatta da pelare per chi si butta in mercati già ben strutturati e concorrenziali.
4) L'accesso al terreno è solo uno di una lunghissima lista di problemi che affliggono l'agricoltura: concorrenza estera, prodotti pagati prezzi irrisori, aumento dei costi di concimi e fitofarmaci, caro petrolio, mancanza di formazione ed infrastrutture...insomma da un pezzo di terra non è così semplice tirar fuori un reddito soprattutto per chi è alle prime armi e magari deve anche pensare ad attrezzarsi per condurre il fondo. Sarebbe quindi opportuno studiare dei sistemi per facilitare invece l'accesso al credito per i giovani agricoltori favorendo anche meccanismi di cooperazione tra agricoltori.
5)A dirla proprio tutta mi rompe un po' l'idea di dover pagare l' affitto di qualcosa (per quanto agevolato) e non poter fare il contadino come decido io, anche solo producendo per la mia autosufficienza come fece il buon Seymour. E certo non si può dire che non producesse nulla o che non tutelasse il territorio con il suo stile di vita!
Insomma la patata è bella bollente, a Zaia il merito di aver per lo meno avuto il coraggio di prenderla in mano, staremo a vedere che succede, pare che il Rinascimento Verde sia già pronto a partire.
Ciao a tutti
domenica 13 settembre 2009
Firmate la petizione per il senatore nel pallone!
Mi è giunta solo ieri una mail, in cui prendo visione della proposta di legge del senatore Orsi in materia di caccia: l'ennesima mazzata al nostro martoriato paese e alla mia fiducia nei politici.
Leggo il testo e c'è da mettersi le mani nei capelli: caccia a 16 anni, depenalizzazione dei reati venatori, allungamento delle giornate venatorie e dell'intera stagione venatoria e la lista è ancora lunga.
Non servono molte parole, vi invito solo a leggere questo http://www.lipu.it/pdf/caccia/La%20lista%20degli%20orrori.pdf dal sito della lipu e firmare (sempre se siete d'accordo ma se non lo siete allora non visitate più sto blog!) quindi la petizione http://www.lipu.it/tu_petizione_cacciaselvaggia.htm.
E non vengano a menarmela con i soliti discorsi
- che la caccia è uno sport perchè non lo sarà mai e dello sport non ha niente
- che tutelano il territorio perchè migliaia di cartucce nei boschi, piombo in acqua e nel terreno e inquinamento sonoro non hanno nulla a che vedere con la tutela ambientale e anche ove vengano puliti dei boschi questo viene fatto solo ed esclusivamente per intersse proprio e non della collettività dal momento che più di una volta non ho potuto fare una passeggiata d'autunno perchè ero circondato da doppiette agguerrite.
- che l'uomo ha sempre cacciato perchè la caccia di sopravvivenza di un indiano sioux o di un masai non ha niente a che vedere con l' investire un passero di 30 gr con un ondata di pallini di piombo.
Ciao a tutti
Leggo il testo e c'è da mettersi le mani nei capelli: caccia a 16 anni, depenalizzazione dei reati venatori, allungamento delle giornate venatorie e dell'intera stagione venatoria e la lista è ancora lunga.
Non servono molte parole, vi invito solo a leggere questo http://www.lipu.it/pdf/caccia/La%20lista%20degli%20orrori.pdf dal sito della lipu e firmare (sempre se siete d'accordo ma se non lo siete allora non visitate più sto blog!) quindi la petizione http://www.lipu.it/tu_petizione_cacciaselvaggia.htm.
E non vengano a menarmela con i soliti discorsi
- che la caccia è uno sport perchè non lo sarà mai e dello sport non ha niente
- che tutelano il territorio perchè migliaia di cartucce nei boschi, piombo in acqua e nel terreno e inquinamento sonoro non hanno nulla a che vedere con la tutela ambientale e anche ove vengano puliti dei boschi questo viene fatto solo ed esclusivamente per intersse proprio e non della collettività dal momento che più di una volta non ho potuto fare una passeggiata d'autunno perchè ero circondato da doppiette agguerrite.
- che l'uomo ha sempre cacciato perchè la caccia di sopravvivenza di un indiano sioux o di un masai non ha niente a che vedere con l' investire un passero di 30 gr con un ondata di pallini di piombo.
Ciao a tutti
domenica 2 agosto 2009
Italians do it better!
Of course gente
Come lo sappiamo fare noi non lo fa nessuno.
Quando si tratta di inzozzare l'ambiente e manifestare inciviltà siamo leader incontrastati.
Ma andiamo per gradi:
Sabato 1 agosto, l'afa non dà tregua, via! Si va in montagna a prendere i freschi.
Penso che sabato non è domenica e forse molti son via in ferie e magari molti si muovono domani: direzione Giazza.
oh merda penso a voce alta, guardando il primo parcheggio vicino alla fonte e le auto parcheggiate lungo la strada, non è che qui è come pasquetta???
Saliamo più in su verso il solito spiazzo con tavolini: stracolmo, si sale ancora e ancora auto e auto parcheggiate ovunque che a momenti cadono a valle, gente che fa pic nic in ogni angolo all'ombra. Assembramenti di 20 persone e persino folti gruppi di indiani tipo bagno sul Gange a cucinare pure loro la grigliata del week end.
Cerchiamo invano un angolo di pace e ombra ma oggi non si passa, sono già le 14:30 e miracolosamente becco uno spiazzo nel bosco dove posteggiare crash e copertina e soprattutto esente da cagature umane.
Eh si perchè in questo peregriniare negli angoli semi appartati lungo la strada e nel bosco mi imbatto sistematicamente nella stessa scena: uno schifoso lordume di cagature, fazzolettini e cartaigienica. Veramente sembra che l'aria frizzante della montagna non abbia risparmiato gli intestini di migliaia di persone di passaggio. Cioè la cosa è talmente esagerata che fatico a crederci e per un attimo penso che qualcuno abbia messo del guttalax nelle acque della provincia di Verona.
Una volta dicevo che una cagata costa un caffè oggi invece pare che i bagni dei bar vengano snobbati e la gente ha un modo strano di ritornare alla vita agreste.
Ciò che seriamente mi viene da pensare è che questo cazzo di paese è maledettamente sovraffollato e la povera natura non ce la più a reggere sto peso, tanto più se una grossa fetta della popolazione dell'ambiente se ne frega pur essendo quello di casa sua.
Siamo in media 192 per km quadrato! Porca vacca se penso che la Svezia ne ha 20, la Norvegia 14, la Finlandia 15, l'Irlanda 56, la Croazia 79, la Spagna 90 mi viene male.
Comunque preso dalla disperazione ho cominciato a cercare qualche sassetto per sgranchirmi le dita ma purtroppo non so perchè gli strapiombi dove io vedevo un bel sit start dovevano costituire un richiamo troppo forte per i cagatori di cui sopra forse attratti da un ancestrale bisogno di riparo nel fare i propri bisogni. Alla fine quando non me l'aspettavo ho trovato nascosta dall'erba alta e dagli alberi una faccia di un bel sassone che mi ha regalato una stupenda linea su roccia compatta ( vedi foto con abbronzatura da muratore)
Poco importa se altri sassi non ce ne sono, io il boulder lo vivo in maniera filosofica e anche una sola linea ma bella, vale sempre la pena di essere pulita e salita anche se il posto fa schifo. Bisogna
prendere ciò che c'è di buono nelle cose.
PS siccome ogni tanto mi ricordo di essere un boulderista mi son concesso durante le ferie una puntatina a Soriano: bosco favoloso e trachite, una roccia che adoro da quando mi innamorai di lei dopo il primo giorno a Teolo.
Ciao ciao
sabato 28 marzo 2009
Il nuovo che avanza...
Dopo mesi di assenza, la scorsa settimana son tornato in quel di Vicenza, trovandomi a passare nelle zone dove abitavo.
Beh, a momenti non mi pareva neanche lo stesso posto, nuove rotatorie, nuovi benzinai, nuovi capannoni, nuovi centri commerciali, nuovo spazio rubato alla terra.
Ma quanto cazzo costruiscono???? E' stato il mio primo pensiero.
Ma cosa cazzo mangeremo in futuro???? E' stato il mio secondo pensiero.
La pianura, le terre migliori ormai ridotte a dei miseri fazzoletti tra una zona residenziale e i capannoni e a chi vuol tornare a coltivare tocca imboscarsi nelle colline degli appennini o su in montagna. Misteri...
Badate bene io non sono contro il progresso, ma mi chiedo se questo sia veramente il progresso che dovrebbe portare miglioramento all'esistenza degli esseri umani. Perchè sono convinto che di queste fabbriche una buona parte produca cose assolutamente superflue alla nostra esistenza ma d'altronde il consumismo è basato sul consumo e si sa che perchè la gente consumi, bisogna convincerla che ha bisogno di un sacco di stronzate. E qualcuno dovrà pur produrle ste stronzate.
Mi vengono in mente le parole della serie TV Survivors:
“Sembrava una banale epidemia di influenza, ma nell’arco di appena pochi giorni la gente incominciò a morire. Così iniziò a diffondersi il più micidiale morbo che l’umanità avesse mai conosciuto. Solo pochissimi individui sono immuni alla malattia, per la precisione appena il cinque per cento di tutta la popolazione mondiale. Alcuni gruppi di persone si riuniscono per costituire delle piccole comunità in cui ciascuno possa offrire il proprio contributo. Dopo le prime contingenti difficoltà, iniziano per i sopravvissuti i problemi veri e propri, quelli di una quotidianità fatta di esigenze che tecnologia e progresso non possono più soddisfare. Le scorte di cibo confezionato che giacciono negli scaffali dei supermercati deserti saranno depredate ed esaurite in brevissimo tempo. Nei frigoriferi privi di energia elettrica carne e verdura marciranno. In questo nuovo mondo dove la conoscenza è dispersa e frammentata, chiunque sappia confezionare un paio di scarpe o ottenere il pane partendo da un chicco di grano è un privilegiato.“
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