Il contadino delle stelle è un immagine poetica, tra sogno e realtà.
Il sogno di chi ama la terra, di recuperare e far vivere ancora un mondo più a misura d'uomo ed in armonia con la natura e la realtà
dura ma meravigliosa di un lavoro che non era un lavoro ma un modo di essere.
Questo blog nasce per raccontarvi un po' le peripezie della mia vita, le mie esperienze con la terra, i miei esperimenti di ecologia ed autosufficienza.
Per tornare a camminare passi leggeri su questo pianeta, raccontarsi, confrontarsi, incontrarsi...

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martedì 23 aprile 2013

Ancora Teide e campagna

Un altra gitarella al Teide, questa foto è presa da un bellissimo e isolato Mirador, che si trova salendo al
Teide dalla strada da La Esperanza 


Panza de burro e Vista del Teide in lontananza

In queste foto invece si può apprezzare l'esplosione di colori primaverile, cui si accompagna un gran fermento del mondo degli insetti, fortunatamente qui non si usano i diserbanti per pulire i bordi delle strade e le fioriture selvatiche sono abbondanti in primavera

La "classica" Vanessa atalanta


Aggiungi didascalia

Prato di borragine







Anaga




L'estremo nord-orientale dell'isola di Tenerife è la parte più antica dell'isola ed è interamente ricoperto da un massiccio montuoso caratterizzato dalla costante copertura boschiva di laurisilva.
La laurisilva è un preziosissimo "reperto" storico delle antiche foreste umide subtropicali del pliocene (tra i 5,3 e i 2,6 milioni di anni fa!!!) , endemico della macaronesia (di cui le canarie fanno parte),  e di cui restano ormai poche tracce a macchia di leopardo tra le canarie e le azzorre.
Le foreste di laurisilva sono caratterizzate dalla presenza di varie specie di lauracee e da un gran diversità di vita vegetale ed animale. A Tenerife l'esempio più grande è appunto la foresta di Anaga, un luogo magico, soprattutto inoltrandosi tra questi boschi di rami intrecciati e contorti che nella fantasia richiamano i boschi di elfi, gnomi e fate.








La non-vista dal Mirador de Carmen del cruz






Tenerife, non solo mare

Giorno 4: Ho bisogno di un po' di bosco e un po' di montagna. Parto sulla TF-5 ma decido di dare un occhio al paesino di El Sauzal e scopro con mio piacere che rispetto agli altri posti visitati El Sauzal è molto più curato ed ha una invidiabile posizione panoramica sull'oceano. Al contrario degli altri paesi mi ritrovo dentro zone residenziali con villette con giardino e villoni, zone residenziali palesemente per turisti e turisti di un certo livello ed infatti scoprirò più tardi che El Sauzal è meta di tedeschi bene abbienti. Dopo uno sguardo ed alcune foto dal Mirador de la Garanona torno verso l'autostrada e mi imbatto nel cartello che indica La casa del vino Baranda, noto luogo turistico dove mi avevo consigliato di fare un giro e possibilmente una mangiata nel ristorante. Così seguo il mio istinto e mi fermo. Dentro il luogo è veramente bello, una vecchia casa in perfetto stile canario con un bel patio interno, che ospita u ristorante, il museo del vino, il museo del miele ed una enoteca che vende rigorosamente solo vini locali. Vista l'ora decido di fermarmi a pranzare e bere un buon bicchiere di rosso locale. Scelta azzeccata: locale curato e pittoresco, terrazza vista oceano, piatti ottimi e vino buono, oltre ad un annesso piccolo giardino con piante autoctone. Il conto è abbastanza salato ma devo dire che ho sbagliato con l'ordine finendo per mangiare come un porco! Alla cassa poi ho la sorpresa finale, dopo un ora a sforzarmi di parlare spagnolo sento voci italiane con accenti "conosciuti": i gestori sono non solo italiani ma veneti!!!
Il bello è che uno dei due è originario di Vicenza a 10 km da casa mia...l'imprenditoria veneta fa scuola anche a Tenerife.
Così dopo un po' di chiacchere mi consigliano di visitare la zona intorno a L'Esperanza e da salire verso il Teide, decido quindi di cambiare i miei progammi che prevedevano una salita verso le foreste di Anaga e parto spedito. Dopo un po' di km mi ritrovo finalmente in un atmosfera familiare: verde, boschi, aria fresca, profumo di resina nell'aria...entro in pieno nella corona forestale, il bosco è veramente bello con pini secolari dai rami contorti, faccio un bel po' di km e decido di fermarmi nei vari Miradores sparsi lungo il tragitto dove puoi fermarti a scattare foto. Il bello qui è che anche quando fabrutto puoi sempre trovare il sole, basta salire oltre la coltre di nubi che si ferma ai piedi del teide tra i 1000-1500 mt. Oltre quell'altezza puoi vedere la famosa Panza del Burro, il mare di nubi che ti dà l'impressione di vedere il mondo dall'aereo.
Mi fermo in un bellissimo Mirador nascosto, il mirador de Chipeque, molto bello, mi fermo a scattare foto e a godermi i raggi del sole e la vista del Teide.
Ecco una carrellata di foto...






Fringuello azzurro delle canarie (non ricordo il nome esatto.....)



La Panza del Burro


Lucertola canaria (lucertolone in realtà)

Giochi di colori lavici



Giochi di ombre sulla sabbia lavica

Tramonto e Teide sullo sfondo




Marte?

sabato 20 aprile 2013

Puerto - Icod

Giorno 2: Puerto a piedi
Il secondo giorno cerco di svegliarmi presto ma ovviamente cotto dal giorno prima non ci riesco e finisco per svegliarmi alle 11.
Poco male mi dico, è domenica e devo ancora fare la cosa più importante: trovare un benedetto "locutorio" (che non ha a che fare con l'obitorio ma è il call center-internet point spagnolo). Dopo qualche su e giù per le stradine di Puerto ne becco uno aperto di domenica (un miracolo) e dopo appena 2 ore riusciamo ad attivare la sim che mi riporta in contatto con il mondo...

Giochi di piccioni - Puerto
Ancora scovolto dai problemi di parcheggio del giorno precedente, non ho il coraggio di spostare la macchina e decido di vedermi bene il centro storico ed il lungo mare: ci sono i soliti artisti di strada, i soliti vecchietti e un po' di famigliole e ne approfitto per dare sfogo alla voglia di foto anche se quelle che vedete qui non sono le migliori ma sono estratte a caso dalle miniature visto che non ho alcun programma per aggiustarle :-(
Mi giro quindi bene tutto il centro storico e mi fermo a fare diverse foto al porticciolo dove le onde che si infrangono e l'odore di mare nell'aria creano una giusta miscela meditativa.
Time..... - Puerto de la cruz


Piscine Martianez - Puerto
Dopo un paio d'ore arrivo a due conclusioni: 1) le onde sono stronze: quelle più belle e scenografiche arrivano sempre quando hai appena messo via la macchina 2) i gabbiani sono stronzi come le onde: arivano a fare le loro acrobazie quando non li inquadri..... 
Il centro storico è bellino, piccolo ma senza auto e sempre con una marea di locali in affitto e vendita. L'unico posto dove non trovi da affittare è Plaza del Charco dove agli affitti alti pare corrisponda un quasi certo successo commerciale.
Scopro anche dov' è la Zumeria El limòn che diventerà uno dei miei posti preferiti per mangiare vegetariano, non trovare turisti e bere degli ottimi frullati di frutta e verdura in un ambiente veramente semplice e arredato con gusto.

Palme - Puerto de la cruz


Granchi onnipresenti sugli scogli di Puerto


Playa Jardin - Puerto de la cruz


Giochi di ombre - Puerto 
Festoni in piazza a Icod de los vinos
Il giorno successivo finalmente prendo l'auto, comincio ad avere voglia di esplorare un po' quest'isola e decido di spingermi verso ovest. Icod de los vinos è uno di quei paesi che tanto avevo letto in giro e che tanto volevo vedere, è famoso per la sua Draceana millenaria e...basta. Esco quindi da Puerto e mi immetto sulla tf-5 la famosa autostrada cosicchè posso darmi un occhio a tutta la vallata dell'Orotava che da questa autostrada  viene tagliata in due: la mia vista si perde in un marasma di case e agglomerati multicolore della peggior specie, macchie di verde si alternano a case e palazzi letteralmente ovunque, mi chiedo cosa doveva essere questa vallata prima dell'arrivo dell'edilizia selvaggia, la vallata che il naturalista Humboldt aveva contemplato restandone estasiato dalla bellezza: ora non c'è proprio nulla di cui restare estasiati quanto piuttosto da restare parecchio schifati di come l'uomo riesca sempre a rovinare in modo indelebile i paesaggi.
Lungo l'autostrada passo per Los realejos, altro anonimo paesotto stile Lamezia Terme o Torre del Greco ed alla fine arrivo a Icod....che di pittoresco non ha nulla: comunque tornerò sull'argomento architettura nel prossimoi post.
Intanto vi lascio alcune foto anche di Icode del suo "centrino" storico ftto da 1 piazza
Convento francescano Icod - sede anche della biblioteca

Iglesia de San Marcos - Icod de los Vinos

Il famoso Drago (Dracaena draco) millennario di Icod








Giochi di piccioni - Puerto

giovedì 18 aprile 2013

Partenza e arrivo a destinazione...Tenerife!!!!


Sveglia alle 2.50 ..., di aver prenotato la partenza da Bergamo lo sapevo, ma chi si era accorto di aver prenotato un aereo alle 6,10? Un piccolo dettaglio che mi era sfuggito e che ci ha costretti ad una levataccia notturna.
Poco male: un caffè veloce, vestizione super rapida, un bacio alle piccole ed alle 3.11 esatte siamo già in partenza. Cercavamo Brescia est e finiamo invece sulla nuova tangenziale, con ancora i lavori in corso e qualche curva di quelle che se sei rincoglionito dal sonno è meglio prendere molto adagio, un attimo di smarrimento ci assale quando dopo una valanga di km, vediamo cartelli A4 andare e venire ma di caselli nemmeno l'ombra...finalmente ce la facciamo, si finisce a prendere l'autostrada a Palazzolo e in poco tempo siamo all'aeroporto. Check in, altro caffè (e sarà l'ultimo buono che berrò), un bacio anche a mia moglie e via verso l'imbarco, solo allora comincio seriamente a pensare a quello che sto facendo, a cosa significa questo viaggio per me e a quanto tempo gli ho dedicato in questi ultimi 2 mesi. Partiamo puntuali e per tutto il viaggio il mio vicino di sedile dorme come un ghiro con brevi intervalli di pochi minuti così non scambio una parola e mi sorbisco in solitudine la marea di messaggi commerciali ryanair talmente convincenti che verso la fine del viaggio mi viene quasi voglia di prendermi un bel profumo Christian Dior o comprare 7 gratta e vinci alla meravigliosa offerta di 10 euro anziché 14! Oltretutto l'assistente di volo sardo pare la versione mignon di Aldo di Aldo,Giovanni e Giacomo e sembra avere dei grossissimi problemi nel leggere questi messaggi ed ogni volta si trova a leggerli fermandosi ogni 5 parole, mangiandose metà ed improvvisando le altre...roba da Zelig....Poco prima dell'arrivo riesco anche ad uccidere definitivamente il mio stomaco con una meravigliosa brioche alla crema che pare uscita da Mirafiori piuttosto che da una pasticceria e un cappuccino ryanair gusto acqua sporca.
Comunque in anticipo si arriva a Tenerife Sur, prima dell'atterraggio attraversiamo una fitta coltre di nubi e atterriamo con un tempo di cacca preciso identico a quello che avevo lasciato a Bergamo, a me poco importa ma i giovani spiaggiaroli di los cristianos sembrano piuttosto interdetti dalla meteo poco clemente. Vado subito a ritirare l'auto prenotata dove ovviamente non mi accettano la carte prepagata che mi avevano loro stessi garantito di accettare, avrei voluto protestare e l'avrei sicuramente fatto se non avessi avuto anche la carta di credito dietro per sicurezza. Ritiro quindi la mia skoda Fabia, l'aria è già afosa, imposto il navigatore mentre accendo la radio che mi accoglie a Tenerife con un tale Miguel cxhe sembra la versione spagnola dei Sonhora o di Justin Timberlake e canta una boiata No puedo olvidarme de ti ecc ecc. In compenso scopro con piacere che capisco tutto quello che dice lo speaker ma il mio ottimismo sul mio livello di spagnolo subirà subito un brusco abbassamento nelle ore successive.
Sotto una cappa di nubi grigie che comincia a sparire solo verso Arafo guido sereno sull'autostrada del sur e mi godo il panorama piuttosto squallido per i miei gusti: Lava, cespugli alti un metro e case sparse ovunque, mi bastano 30 km di autostrada per dirmi che in un posto del genere non ci potrei mai vivere. Intanto i km passano, grazie al navigatore becco l'uscita giusta per Puerto prima di Santa cruz e l'autostrada coimincia un simpatico sali scendi che sembra mettere a dura prova la skoda che pare avere molti di più dei suoi 79000 km e pare che anche il serbatoio ne risenta, scendendo molto più velocemente del previsto....per la mia gioia.
All' altezza della Laguna scopro che esistono anche qui Decathlon, Leroy Merlin e MediaWorld anche se si chiama Mediamarkt e finalmente intravedo su una collinetta qualcosa che possa definirsi albero dopo 40 km di deserto roccioso. Dopo un po' di curve e su e giù mi ritrovo quindi sul lato Nord dell'isola, dove resto un po' sconvolto dalle pendenze...le foto ti fregano sempre, maledetto Google earth, l'autostrada corre ben più in alto del livello del mare....passo le uscite di tutti i paeselli che tanto volevo vedere, El Sauzal, Tacoronte, La Matanza De Acentejo: mi ero immaginato una spianata ed invece l'autostrada taglia a metà una sorta di pendio montano vero e proprio che spesso termina con delle scogliere rocciose a picco sul mare. La prima impressione anche qui non è molto positiva, mi aspettavo qualcosa di completamente diverso, troppe case, troppo traffico...non mi piace proprio, spero solo di potermi ricredere nei giorni successivi.
L'autostrada ora scende veloce, finalmente becco l'uscita per Puerto e via in picchiata verso il mare! Fabrizio mi aveva accennato a qualche problema di parcheggio nelle vicinanze dell'appartamento ma quello che sta per succedermi va ben oltre la mia immaginazione...
Il navigatore mi porta esattamente davanti al mio numero civico alle ore 12.30, è sabato...un caos di auto e corriere e di parcheggi liberi neanche l'ombra, resto affascinato dallo stile di parcheggio canario, noi abbiamo la spina di pesce, loro la spiga di grano cioè una spina di pesce al contrario: praticamente parcheggiano lungo le strade entrando in retro rispetto al senso di marcia cosicchè una volta trovato parcheggio devi mettere la freccia, quello dietro deve capire che vuoi parcheggiare e farti fare manovra: l'effetto evidente di questo è che la retromarcia è più difficile rispetto ad entrare di muso cosicchè non sempre tutti beccano le righe giuste e questo comporta che tutti quelli che parcheggiano dopo seguono quello che ha sbagliato trasformando spesso la spiga di grano in parcheggio alla cazzo di cane...(vedi foto) anche se nel loro caos devo dire che riesco a mantenere un ordine sufficiente. 
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Tipico parcheggio canario con perfetto allineamento ...















Comincio comunque a girare in tondo come un cretino per vedere se trovo un buco ma non se ne parla, passano 4 giri, comincio ad allargare sempre più il mio giro, i minuti passano, niente di niente, 10, 20, 30 minuti...altrochè  spirito canario, mi escono i peggiori improperi veneti e come per magia dopo decine di imprecazioni varie e dopo solo 45 minuti trovo uno che sta per uscire: che emozione...il mio primo parcheggio canario in retromarcia!
Scendo sudato, l'aria è calda e piuttosto afosa, ora devo solo trovare il bar di Fabrizio e andare con lui all'appartamento, beccato, Fabrizio non c'è perchè mi aspettava già in casa cosicchè mi prendo un caffè al bar e lo aspetto, quando arriva ci facciamo 2 chiacchere e dopo un quarto d'ora torno verso l'auto per prendere le valige. Non appena mi avvicino all'auto vengo letteralmente assalito dagli automobilisti come un pezzo di carne dentro una vasca di pirahna: Va a salir? Va a salir? Va a salir? (Sta uscendo?) No, no, no no me voy a salir porca troia!!!! Fatta vaslige alla mano arrivo di nuovo al bar, via all'appartamento, spiegazioni di rito e mi butto esausto sul letto. 

Uno delle centinaia di cartelli di vendita o affitto

domenica 7 novembre 2010

Monumento al Villano

E' passato quasi un anno e mezzo da quando l'anno scorso in ferie, mi trovavo di passaggio in quel di Pitigliano.
Per chi non lo sapesse Pitigliano è uno dei più bei borghi della Toscana e si erge su uno sperone tufaceo a dominare la maremma grossetana, la stessa Maremma dove la tradizione agricola è così viva e ben radicata, talmente radicata che con mio stupore, avvicinandomi incuriosito ad un bronzo raffigurante ad altezza reale un asino ed un uomo, ho scoperto essere il monumento al Villano con tanto di stupenda poesia dedicata.
Ve la ripropongo in versione integrale perchè merita di essere letta e meditata; vi lascerò infondo  solo un appunto sulle note finali.

IL VILLANO
Padre, voglio sapere chi è villano
 Figlio mio se pensi ad un uomo
che prega col cappello in mano
mentre inginocchiato invoca Dio,
pensi a chi piange, bestemmia
poi chiede perdono
mentre asciuga il sudore
e carezza le spighe di grano
quello ha il titolo di "Villano"

Se vedi colui che ha il sorriso
mentre raccoglie grappoli dorati
o piange e si dispera
per le delusioni dell'umano,
prende gli attrezzi da lavoro
con la forte e callosa mano
o si siede in mezzo al campo
quando la fatica tormenta le sue membra
poi ritrova sempre la sua forza
quello figlio mio è il "Villano"

Se conosci un uomo
che del trifoglio ama il profumo
che ama l'aroma del fieno,
che ama produrre frutti profumati,
che ama la tranquillità e la pace,
che ama la sorgente pura
la rugiada al nascere del sole,
allora figlio mio sei al cospetto
del figlio che di Dio è il prediletto
a quell'uomo puoi stringere la mano
perchè ha il nobile titolo di " Villano"
Nerio Persi

A noi posteri e figli di villani, il dovere di erifere un monumento dove l'uomo e il somaro esprimono il lavoro...la fatica...la sofferenza...la speranza di una vita migliore e che oggi è diventata certezza.
Italo Funghi, 30 Aprile 2006

...certo io non ho vissuto la fame, la schiena spaccata sotto il sole (in parte si...), le malattie ma che la vita migliore sia diventata certezza proprio non mi sento di sottoscriverlo.
Non mi  stancherò mai di ripeterlo: quanto abbiamo barattato per il nostro presunto benessere?
Avrei volentieri preferito non vedere il disastro petrolifero in Florida, il buco nell'ozono, lo scioglimento dei ghiacciai, la gente crepare di tumori continuamente, l'isola di plastica nel mezzo all'oceano, l'abbattimento della foresta amazzonica, il cromo nei fiumi, i bidoni radioattivi che percolano nelle falde acquifere....
 Che la meditazione sia con voi

domenica 2 agosto 2009

Italians do it better!













Of course gente


Come lo sappiamo fare noi non lo fa nessuno.
Quando si tratta di inzozzare l'ambiente e manifestare inciviltà siamo leader incontrastati.

Ma andiamo per gradi:
Sabato 1 agosto, l'afa non dà tregua, via! Si va in montagna a prendere i freschi.
Penso che sabato non è domenica e forse molti son via in ferie e magari molti si muovono domani: direzione Giazza.
oh merda penso a voce alta, guardando il primo parcheggio vicino alla fonte e le auto parcheggiate lungo la strada, non è che qui è come pasquetta???
Saliamo più in su verso il solito spiazzo con tavolini: stracolmo, si sale ancora e ancora auto e auto parcheggiate ovunque che a momenti cadono a valle, gente che fa pic nic in ogni angolo all'ombra. Assembramenti di 20 persone e persino folti gruppi di indiani tipo bagno sul Gange a cucinare pure loro la grigliata del week end.
Cerchiamo invano un angolo di pace e ombra ma oggi non si passa, sono già le 14:30 e miracolosamente becco uno spiazzo nel bosco dove posteggiare crash e copertina e soprattutto esente da cagature umane.
Eh si perchè in questo peregriniare negli angoli semi appartati lungo la strada e nel bosco mi imbatto sistematicamente nella stessa scena: uno schifoso lordume di cagature, fazzolettini e cartaigienica. Veramente sembra che l'aria frizzante della montagna non abbia risparmiato gli intestini di migliaia di persone di passaggio. Cioè la cosa è talmente esagerata che fatico a crederci e per un attimo penso che qualcuno abbia messo del guttalax nelle acque della provincia di Verona.
Una volta dicevo che una cagata costa un caffè oggi invece pare che i bagni dei bar vengano snobbati e la gente ha un modo strano di ritornare alla vita agreste.
Ciò che seriamente mi viene da pensare è che questo cazzo di paese è maledettamente sovraffollato e la povera natura non ce la più a reggere sto peso, tanto più se una grossa fetta della popolazione dell'ambiente se ne frega pur essendo quello di casa sua.
Siamo in media 192 per km quadrato! Porca vacca se penso che la Svezia ne ha 20, la Norvegia 14, la Finlandia 15, l'Irlanda 56, la Croazia 79, la Spagna 90 mi viene male.
Comunque preso dalla disperazione ho cominciato a cercare qualche sassetto per sgranchirmi le dita ma purtroppo non so perchè gli strapiombi dove io vedevo un bel sit start dovevano costituire un richiamo troppo forte per i cagatori di cui sopra forse attratti da un ancestrale bisogno di riparo nel fare i propri bisogni. Alla fine quando non me l'aspettavo ho trovato nascosta dall'erba alta e dagli alberi una faccia di un bel sassone che mi ha regalato una stupenda linea su roccia compatta ( vedi foto con abbronzatura da muratore)che gira uno spigolo per poi portarsi su un infida placca che complice il sole cocente e soprattutto la mia scarsa forma non si è concessa anche se a onor del vero prorio facile non mi pareva.
Poco importa se altri sassi non ce ne sono, io il boulder lo vivo in maniera filosofica e anche una sola linea ma bella, vale sempre la pena di essere pulita e salita anche se il posto fa schifo. Bisogna
prendere ciò che c'è di buono nelle cose.

PS siccome ogni tanto mi ricordo di essere un boulderista mi son concesso durante le ferie una puntatina a Soriano: bosco favoloso e trachite, una roccia che adoro da quando mi innamorai di lei dopo il primo giorno a Teolo.


Ciao ciao

venerdì 31 luglio 2009

Riflessioni post viaggio

Passa il tempo e di cose ne son successe...
Proseguono le esplorazioni ed oramai giro come un assetato nel deserto alla ricerca di un pezzo di terra per salvarmi.
L'aria calda e umida e lo smog della pianura padana ci stanno soffocando e mettendo a dura prova la nostra resistenza psico-fisica, questo per lo meno l'abbiamo capito: via da questi posti!
Mi chiedo sempre se non sarebbe giusto lavorare per migliorare dove c'è del marcio ma il mio spirito di sacrificio non arriva al martirio per la causa.
Non è egoismo, è semplicemente che ognuno deve trovare la sua dimensione o il suo punto preferenziale in cui concentrare le proprie energie perchè penso che se non stai bene non puoi pretendere di far del bene per gli altri che se non ricordo male è poi un principio ben espresso nella filosofia taoista.
Quindi via, Valle d'Aosta, Trentino, Lazio, Umbria, io e la famigliola ne abbiamo macinati di km in questi due mesi!
Torno con la consapevolezza che questo paese è devastato da turisti, mercato delle seconde case, vip di passaggio e non, monocolture, minchiate DOP,DOC,DOCG e quant'altro possa spennare grulli e far lievitare i prezzi dei terreni. Se a questo ci si aggiunge una burocrazia assassina che costringe i piccoli produttori a diventare ragionieri e commercialisti, la frittata è fatta!
Fortunatamente esiste tutta una comunità sotterranea che unisce questi piccoli produttori e tutte quelle persone che credono e hanno creduto nel ritorno alla terra, gente che riabita valli abbandonate, che torna a coltivare varietà antiche scomode alle logiche delle multinazionali, gente che riesce a vivere in modo diverso rinunciando a cose che la società vorrebbe indispensabili.
Ecco tutta questa comunità mi dà forza e speranza perchè come diceva lo scrittore maliano S.B.Kouyatè:
"L'uomo nasce, cresce, si evolve, si realizza soltanto in seno a un insieme che lo arricchisce, e che deve arricchire a sua volta. Fuori di questa idea, fuori di questa logica, non c'è l'uomo"

martedì 19 maggio 2009

16° Incontro Rete Bioregionale

Il saggio di Piero Nigra giace sul comodino assieme ad una pila di libri da iniziare o terminare, le ore a disposizione sono pochissime e le dedico tutte alla mia piccola.
Come previsto la primavera ha lasciato in fretta il posto ad un clima torrido e umido con temperature ben al di sopra della media, costringendomi ad un improba lotta contro la siccità che asseta l'orto ed il giardino, contro i maledetti afidi neri che sono letteralmente esplosi sui ciliegi e sulle fave, contro la bolla del pesco che non ho avuto tempo di prevenire a dovere a fine inverno...
Nel frattempo ho trascorso un fantastico weekend a Colà di Lazise nella tenuta di Vincenzo per il 16° incontro della rete bioregionale. Vita agreste, condivisione di spazi, idee, opinioni, ottima compagnia e un sano desiderio di cambiamento.
Inaspettatamente ho conosciuto la meravigliosa Etain Addey di cui non so che dire se non l'ammirazione assoluta per una vita di scelte coraggiose e in armonia con la natura. Questa è la presentazione del suo primo libro che può forse dare una piccola idea della persona http://www.illibraiodellestelle.com/libri/una-gioia-silenziosa.php
Tra gli altri anche Mario Cecchi storico appartenente al primo nucleo elfico, uomo minuto ma con un viso espressivo che mostra tutta la sua grandezza d'animo e di cuore.
Che dire, io che ogni giorno trovo modo per incazzarmi con questa stupida umanità ho solo una profonda certezza: il mondo con persone come Mario ed Etain sarebbe infinitamente migliore.
Ciao Notte